paesaggio

Il paesaggio è sicuramente, dei generi della copia dal vero, quello che suscita meno timori e grande entusiasmo. Nel XVIII secolo fu sviluppata una teoria che diceva che facendo delle macchie casuali di colori, guardandole per un poco si scorge in esse un paesaggio, cioè le macchie sono viste come montagne, alberi, fiumi. Nel paesaggio i colori si esprimono al massimo fino a diventare luce. Dipingere un paesaggio significa studiare la luce in tutti i suoi effetti.

Per impostare correttamente un paesaggio bisogna conoscere cosa sono i punti di fuga. L'orizzonte rappresenta l'altezza degli occhi, tanto più saliamo su una torre tanto più alto è l'orizzonte. Tutti sappiamo che i binari del treno si restringono allontanandosi e che si uniscono in un punto sulla linea di orizzonte: questo punto è un punto di fuga. Quando nel paesaggio esistono elementi dalla forma geometrica, come strade, case, allora hanno molto importanza i punti di fuga.

Dare il senso di profondità si chiama prospettiva. Nel paesaggio tre elementi concorrono a creare l'effetto della prospettiva. Uno è il punto di fuga che abbiamo già trattato. Un altro è l'indice di profondità legato alla composizione. Ciò equivale a mettere come composizione un elemento del paesaggio in primo piano in contrapposizione ad altri in profondità. Per esempio un albero in contrapposizione all'orizzonte del mare.

Il terzo elemento che concorre nel paesaggio a creare effetti prospettici è l'indice di profondità legato al colore: gli elementi del paesaggio man mano che sono più lontani si colorano di azzurro, dovuto all'atmosfera interposta tra l'oggetto e l'osservatore. Ciò causa un abbassamento del contrasto tra la zona luce e la zona ombra dell'oggetto ai nostri occhi.

Un altro fattore che bisogna tenere presente nel paesaggio è il rapporto luce ombra. Per studiare questo rapporto riconsideriamo i rapporti di luce in un corpo sferico. La parte illuminata della sfera è condizionata dal colore della luce principale, mentre la parte in ombra della sfera è condizionata dal colore della luce ambiente. Ciò ci fa capire che il rapporto luce ombra non è un semplice abbassamento di tono come per semplicità avevamo ipotizzato nella lezione sul colore, ma bisogna tenere conto dell'influenza del colore della luce ambiente in quanto illumina le parti in ombra degli oggetti.

Nel paesaggio la luce principale è la luce gialla del sole, che rende le parti illuminate degli oggetti con tonalità calde, mentre le parti in ombra degli elementi del paesaggio sono illuminate dalla luce azzurrognola dell'atmosfera, che rende le parti in ombra degli elementi del paesaggio con tonalità fredde. Quindi il rapporto luce ombra nel paesaggio è da cercare nel contrasto tra colori caldi e  freddi.

Con la scoperta che l'ombra è azzurra gli impressionisti nel 1864 iniziarono l'avvento dell'arte moderna. Quando dipingiamo dobbiamo tenere presente che esistono due tipi di contrasto: il contrasto di tono, che è il contrasto tra chiaro e scuro, e il contrasto tra colori caldi e freddi, tenendo conto che il massimo contrasto tra caldi e freddi è tra due colori complementari.

Certe volte capita di voler dipingere qualche cosa che è già con il chiaroscuro in bianco e nero, e che nonostante si facciano delle velature di colore la sensazione del bianco e nero rimane. Approfondiremo questa tecnica per velature. Prendete del caffè, aggiungete una volta acqua ed una volta latte, osservate la differenza. Quando aggiungiamo latte è come se aggiungessimo bianco, il colore diventa grigiastro. Quando aggiungiamo acqua il colore acquista luce per trasparenza, le sue tinte sono più sature. Quando noi vogliamo schiarire un colore lo possiamo fare in uno di questi due modi, dobbiamo scegliere: o aggiungiamo acqua o aggiungiamo bianco.

Per dipingere un paesaggio già in bianco e nero dobbiamo tenere presente una semplice regola: quanto più scuro è il chiaroscuro tanto più colore dobbiamo mettere sopra. Di conseguenza tanto più chiara è la tonalità da coprire, tanto più leggera deve essere la velatura.

Fare un paesaggio in bianco e nero a matita, e poi con i colori a matita colorarlo. Il che equivale a fare delle velature di colore.