prospettiva

La prospettiva lineare o brunelleschiana fu la grande scoperta che avviò il Rinascimento italiano. Si chiama lineare perchè prende in considerazione solo i valori geometrici dello spazio, escludendo i valori tonali e cromatici. Nonostante i suoi limiti, in quanto lo spazio noi non solo lo vediamo e misuriamo ma anche lo viviamo, facendo la copia dal vero è necessario conoscerne le basi.

La situazione che si viene a creare facendo la prospettiva è quella di un uomo che con un occhio bendato guarda attraverso un vetro e con un pennarello nella mano traccia su un vetro i contorni di ciò che vede attraverso il vetro stesso. La prospettiva ci permette di rappresentare gli oggetti come se li guardassimo con un occhio solo, esattamente come la fotografia.

La proiezione in senso orizzontale dell'occhio sul vetro ci dà l'altezza della linea di orizzonte, perciò per trovarla sul vetro basta tracciare una retta orizzontale all'altezza degli occhi. Tutto ciò che sta al disopra della linea di orizzonte lo vediamo dal basso verso l'alto, al contrario ciò che sta al disotto di essa lo vediamo dall'alto verso il basso.

Per sistemare la linea di orizzonte sul foglio bisogna tenere conto dell'altezza dell'occhio umano in rapporto allo spazio da rappresentare. Se si vuole rappresentare l'interno di una stanza, la linea di orizzonte si pone a metà foglio, perchè l'occhio di un uomo si trova a circa metà dell'altezza della stanza.

Se invece si vuole rappresentare uno spazio grande in rapporto all'uomo, come un paesaggio, dove le montagne e gli alberi superano di gran lunga l'altezza dell'occhio umano, la linea di orizzonte si pone in basso nel foglio.

Due sono gli elementi fondamentali della prospettiva, la linea di orizzonte e i punti di fuga. Soprattutto negli ambienti creati dall'uomo ci sono molti profili di oggetti in parallelo tra loro, come i profili dei bordi delle strade, o come i profili dei binari dei treni, i quali man mano che si allontanano si restringono fino a toccarsi all'orizzonte. Questi punti, in cui profili paralleli all'orizzonte si toccano, si chiamano punti di fuga.

In rapporto ai punti di fuga si hanno due tipi di prospettiva, la prospettiva centrale e la prospettiva accidentale. La prospettiva centrale ha un solo punto di fuga al centro del foglio. Viene usata, perchè facile da costruire, nelle prospettive di interni. Il metodo della prospettiva centrale si può riassumere in tre punti: 1) le rette orizzontali in profondità fugano al punto di fuga al centro del foglio, 2) le rette verticali restano verticali, 3) le rette orizzontali restano orizzontali.

La prospettiva accidentale è caratterizzata dall'avere due punti di fuga sulla linea di orizzonte ai bordi del foglio o addirittura fuori dal foglio, un punto di fuga a destra e uno a sinistra. Essa è usata per le prospettive di esterni o per rappresentare oggetti. In effetti i punti di fuga sono sempre due, sia nella centrale che nell'accidentale, in quella centrale un punto di fuga sta al centro del foglio e l'altro all'infinito, di conseguenza il piano di fondo è parallelo all'osservatore, mentre nell'accidentale i due punti di fuga sono a distanza finita e di conseguenza nessun piano è parallelo all'osservatore e da ciò il nome accidentale.